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UNA STORIA DI MILANO

Marco Crippa (1936–2025) nasce a Milano, nel cuore del quartiere Isola, un borgo popolare di operai, ferrovieri e artigiani ai margini della città. Rimasto presto orfano di madre, nei suoi racconti ricordava le madri degli altri che si passavano i vestiti usati e le minestre dai ballatoi delle case di ringhiera, e l’estate del ’43 quando, accovacciato con i fratelli sul vecchio ponte della Sorgente, vide le bombe cadere su Milano.

Ogni sera suo padre, appassionato pittore dilettante, riunisce i cinque figli attorno al tavolo per farli disegnare. Questa semplice abitudine alimenta nel giovane Marco la passione per la pittura e per l’arte che lo accompagnerà per tutta la vita. 

Diventato ragazzo, frequenta le scuole serali all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove incontra alcuni insegnanti — tra i quali Aldo Carpi e Gianfranco Campestrini — dai quali si lascia ispirare, pur restando autodidatta. Nel 1956, a vent’anni, fugge a Parigi e ne rientra qualche mese più tardi con una dozzina di quadri, una tavolozza tatuata sul braccio e una dichiarazione d’intenti che accompagnerà l’unica professione della sua vita: «Dipingerò in strada nella città dove sono nato». 

Negli anni Sessanta affitta un piccolo studio in via Paracelso, da cui muove i primi passi nella zona che gli rimarrà per sempre nel cuore: Porta Venezia. Nel decennio successivo partecipa a decine di esposizioni personali e collettive e a diversi concorsi, affermandosi con uno stile inconfondibile che farà di lui un personaggio amato e riconosciuto da estimatori d’arte, collezionisti e dal pubblico della strada. 

Nel 1989 il Comune di Milano gli apre le porte del Museo di Milano (oggi Palazzo Morando) con la grande esposizione Milano e le piazze lombarde, che celebra i suoi primi trent’anni di attività. Nel 2006 gli spazi della Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele ospitano Marco Crippa – Maestro di Milano. Tra il 2023 e il 2024 è invece il Museo della Permanente di Milano a dedicargli la prima esposizione antologica, Marco Crippa. 50 anni di pittura di strada: un ciclo di oltre settanta opere accompagnato da una selezione di fotografie, disegni e documenti inediti che ricostruiscono il percorso di un artista ormai definito, per eccellenza, “il pittore di Milano”. 

Per quasi sessant’anni Marco Crippa ha realizzato quadri a olio portando in strada gli strumenti del suo mestiere: il cavalletto, la cassetta dei colori, la tavolozza e la tela bianca. La sua opera rappresenta un fenomeno isolato, il risultato di una personalità originale, indipendente e impulsiva, che non ha trovato una collocazione nelle avanguardie artistiche contemporanee, alimentandosi unicamente dell’energia della sua città e dell’osservazione dei grandi maestri del passato. 

Marco Crippa è mancato nell’ottobre del 2025, all’età di ottantanove anni. Negli ultimi tempi, costretto in casa dalle limitazioni della malattia e dell’età, ha continuato a dipingere con l’entusiasmo dell’infanzia. Abbandonate le strade e i soggetti urbani ha ritratto fiori, fino a trasformare le pareti della sua casa in un giardino. 

Marco Crippa è stato l’ultimo pittore “en plein air” di Milano.